Visualizzazione post con etichetta permacultura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta permacultura. Mostra tutti i post

mercoledì 16 ottobre 2013

Aglio Day. 20 ottobre 2013

L’ ABC di SpiazziVerdi
Aglio, Bieta e Cipolla Days
Ricominciamo insieme dall’ABC dell’orto!         

Aglio Day
Una giornata da trascorrere tutti insieme in orto piantando bulbi d’aglio per resistere ai vampiri moderni e continuare a vivere bene.


“(...) A ogni boccone vino e aglio spingono l'oltraggio fino al limite. Là dove il palato non riesce a far fronte a così tante sollecitazioni. Come l'ebbrezza di un primo bacio. Quindi, dico io, contro tutti i vampiri succhiasangue che ci rubano le energie, ci svuotano il cervello e ci prosciugano il cuore, mangiate aglio, bevete vino. Questa è la vita. Perché, per parafrasare lo scrittore Jim Harrison, senza l'aglio e il vino continuare per la nostra strada in questa vita può essere davvero dura."
(Da “Aglio, menta e basilico” di Jean-Claude Izzo 2006, ed. e/o)


Chi ha paura dell’aglio? Come Jean-Claude Izzo, noi certo no, anzi!
Mangiate aglio, bevete vino. Questa è la vita.”
Che sia l’aglio rosso di Nubia, quello di Sulmona, quello di Vassilico o quello Piacentino, o l’aglio comune, questo magico bulbo ha infatti molte qualità e è un ingrediente salutare e importante nella nostra alimentazione.
Impariamo insieme dove e come piantarlo, in consociazione con quali piante e quali spicchi è meglio scegliere per assicurarsi una buona produzione.
I bulbi piantati in orto verranno riscattati con delle teste d’aglio in primavera.



Cosa portare

Per partecipare all’Aglio Day è necessario portarsi delle teste d'aglio da piantare
e una piccola vanga (o in alternativa un cucchiaio).

Quando

Domenica 20 ottobre 2013
Dalle 10.30 alle 17.30

Dove

Nel nostro orto delle Zitelle, naturalmente.
(Dal momento che siamo ospiti dell’IRE, chiediamo un’attenzione particolare quando si accede o si lascia la struttura. Parola d’ordine: SpiazziVerdi Aglio Day!)

Attività

  • Introduzione: A come Aglio (info tecniche)
  • Piantiamo i bulbi (recitando lo scongiuro*)

* Aglio, fravaglio, fattura ca nun quaglio, corna, bicorna, capa r’alice e capa r’aglio (gli esperti del settore dicono che, per funzionare alla perfezione, la formula deve essere seguita da tre sputacchiatine e tre gesti di corna fatti con ambo le mani e volti all’ingiù).

E’ prevista una pausa pranzo in cui condivideremo quello che ognuno ha portato da mangiare e da bere (cose fatte in casa, i nostri piatti preferiti non confezionati, possibilmente ruspanti - magari con l’aglio! - e no OGM).
Da riportare a casa: i propri rifiuti (l'organico rimasto arricchirà il nostro cumulo di compost).


Per informazioni
Tel.  349 7343853 (Michele) / 348 5316676 (Cristina)

giovedì 22 gennaio 2009

orto mandala

Ciao
pensando alle varie possibilita' che abbiamo davanti, per organizzaci e per fare, pubblico un paio di foto per stimolare a pensare diverso: abbiamo parlato di agricoltura sinergica e permacultura ma qualcuno non ha idea di cosa siano.

Ecco, questo e' un esempio d'orto che non si compone secondo i dettati schemi convenzionali, a righe o a quadretti, anzi e' un orto che segue anche delle forme geometriche piu' complesse ed armoniche, piu' naturali e vicini alla natura, energeticamente e geometricamente forti.

Un mandala (a questo poi si potrebbe collegare un discorso che fa Maurizio Martinelli, che si occupa di cosmogrammatica http://geokultura.blogspot.com/ credo che lo vedremo la prossima riunione)

Qua sotto vedete una foto di un orto composto secondo queste forme, nel quale son state create delle aiuole intensive, con grandi popolazioni di piante, in un contesto permanente nel quale si interviene il meno possibile, e molto poco se s'imposta bene il lavoro all'inizio.

Non e' un orto classico, non e' SOLO un orto produttivo mangereccio, ma e' anche un giardino curativo, riabilitativo.


Alla prossima

martedì 13 gennaio 2009

BioChar... l'utilità di farsi le salsicce alla griglia (o le zucchine)

Ho un problema con il computer che mi blocca i commenti... sigh!
Comunque nulla mi fermerà e, richiamato dai miei rovelli amletici, il profondo nord-ovest risponde.

Ora, il biochar è, a tutti gli effetti carbone. Lo so, è triste e non sembra una gran trovata di per sè, anche perchè ci hanno insegnato che il carbone è sporco, brutto e cattivo e che bruciare la legna fa male alle foreste, ma...

1) il carbone "classico" (quello preso al Super per fare le grigliate) viene prodotto con un sistema energivoro ad altissime temperature. Questo comporta i lati negativi noti del carbone (miniere, disboscamento selvaggio, inquinamento, fine della benza per il motorino) ma non solo, gli olii e i composti volatili presenti nel legno vengono completamente distrutti. Va detto che è comunque utilizzabile, anche se si può fare di meglio... e, rispondendo alla tua domanda: più sano (soprattutto se consideri tutte le variabili del carbone industriale)

2) il biochar DEVE essere prodotto su piccola scala a partire da biomasse "di scarto" (potature degli alberi ecc...) per essere sostenibile

3) il biochar viene prodotto in pirolisi (combustione in assenza di ossigeno) a basse temperature (tecnicamente è un processo chimico a diferenza del fuoco) mantenendo in questo modo molti dei composti volatili che serviranno da supporto alla microfauna e microflora del suolo

4) qualsiasi forma di carbone voi addizionate al terreno necessita prima di una fase di compostaggio. ATTENZIONE. Il carbone è un'inerte, messo nel suolo così com'è, in una prima fase assorbirebbe i nutrienti dal terreno come farebbe una spugna e solo in un secondo tempo ne avreste dei benefici. La cosa migliore sarebbe un bagno nel compost tea.

5) la funzione del carbone è simile a quello di una barfriera corallina: fornisce i siti per ospitare un'enorme biodiversità di organismi, ife funghine e conserva sia i nutrienti che l'acqua.

La vera svolta è che con un sistema abbastanza semplice ed alla portata di tutti si può, letteralmente, catturare il carbonio prima che diventi anidride carbonica e "archiviarlo" per millenni oltre a promuovere e sostenere l'autofertilità del suolo.

Pensala in questi termini: un'albero sequestra anidride carbonica dall'atmosfera per costruire la propria struttura (foglie, rami, corteccia ecc...). Quando muore, quando le sue foglie cadono a terra o quando ne si bruciano i rami dopo la potatura i processi organici (compreso il compostaggio) liberano nuovamente il carbonio che, unendosi all'ossigeno diventa anidride carbonica... pirolizzando queste biomasse il carbonio viene fissato in una forma chimicamente stabile, gli studi condotti dalla Cornell University sulla Terra Preta amazzonica suggeriscono millenni...

Per avere un'idea su diversi sistemi artigianali per autoprodursi il biochar potete dare un'occhiata ai link su questa pagina

Spero di essere stato utile... verboso, ma utile...
Nicola