C'era quasi il sole oggi, anzi c'era quasi sempre, accompagnato da una bora intensa, che portava aria pulita dai Balcani e allontanava i fumi delle prime bare da crociera che svettano sopra i tetti della chiesa delle Zitelle mentre entrano ed escono dal canale della Giudecca.
C'era diversa gente in orto, amici che avevano voglia di venire da tempo, amici di amici, persone che avevano voglia di provare a mettere le mani nella terra, conoscere come funziona questa agricoltura naturale fatta di non azioni, pacciamature, consociazioni e diavolerie naturali varie.
E' stato piacevole vedere adulti e bambini seminare le colture che verranno messe a dimora fra qualche mese, rivoltare il compost sperando che il sole, con il suo calore, faccia partire la fermentazione, dissodare terra che accoglierà le prossime semine. Resta sempre l'eterno dubbio per questo nostro orto collettivo: come intercettare questi nuovi arrivi, come farli rimanere fedeli a questa terra difficile e coinvolgerli in questa specie di rito che è l'abitudine alla ciclicità, alla pazienza, all'osservazione costante di una natura apparentemente immobile (a parte il vento).
La formula, le formule, devono essere necessariamente più d'una: la costanza si può raggiungere subito, perchè l'esigenza di stare a contatto con la natura, di coltivare e soprattutto di ottenere un raccolto vengono viste come bisogni primari oppure ci si può avvicinare gradualmente, frequentando le Zitelle un po' per volta, anche ogni tanto, ma con un'idea sempre più chiara del posto in cui ci si trova e della gente con cui si entra in contatto. Se coltiviamo non è per passare il tempo, è per dimostrare a noi stessi che siamo capaci di trarre dei frutti dalla terra, senza sfruttarla, arricchendola. Che sia possibile cambiare passo, simbolicamente e praticamente, guardando oltre un sistema che ci rende dipendenti anche dalla cosa più naturale e semplice possibile, la produzione del cibo. Ormai per alcuni di noi è chiaro che sempre più persone desiderano avvicinarsi alla terra, non solo per contemplarla ma per entrarci in stretta relazione; c'è quasi sempre in loro però una specie di timore reverenziale, la paura di sbagliare, di non essere all'altezza, di non avere il pollice verde. Alcuni vengono senza la minima esperienza, sono di città ma vorrebbero in futuro trasferirsi in campagna, non sanno però da dove iniziare. Vogliono informazioni, subito, vogliono sapere come si semina, quando, la luna, i concimi, un sacco di informazioni pratiche (non era il caso di oggi, tutta gente molto rilassata).
A quel punto mi viene voglia di mettermi un dito nel naso e stare a pancia all'aria come faceva Peter di Heidi nei pascoli più alti e farli rendere conto che il percorso è lungo; che la terra non ci si mette meno di una vita a capirla, che bisogna partire dall'osservazione, dall'ascolto profondo di noi stessi. Che le informazioni raccolte vengono messe insieme dal nostro cervello anno dopo anno, le esperienze messe automaticamente a confronto fra loro, le stagioni memorizzate e rimetabolizzate senza avere il bisogno di scriverle da qualche parte.
Cosa dire quindi, se uno ha l'esigenza avrà anche la costanza, il problema è che abbiamo ancora tutti la panza piena e purtroppo si stanno avvicinando tempi cupi, anche a breve, che metteranno le persone di fronte alla realtà che non è quella virtuale che ci propinano; sapersi autoprodurre il cibo diventerà una necessità di vita o di morte. Perchè non iniziare in anticipo ed essere preparati agli eventi futuri? Forse rendendosene conto prima si può anche cambiare il futuro, rendendolo meno apocalittico.
Buona primavera a tutti (Michele)
domenica 7 aprile 2013
giovedì 21 marzo 2013
Stefano Mancuso. Alla radice dell'intelligenza delle piante
noi che seminiamo, piantiamo e soprattutto raccogliamo dovremmo guardare e riguardare questo video per capire fino in fondo con chi condividiamo quotidianamente la nostra giornata.
martedì 12 marzo 2013
Sul tempo
Oggi doveva piovere tutto il giorno. Se sai in anticipo una cosa del genere ti premunisci ed organizzi la tua giornata diversamente; invece succede che con Venezia ilmeteo.it non ci azzecca quasi mai ed esce una quasi splendida giornata di sole. Sarà che Venezia viene confusa con Mestre dai meteorologi dovrebbero capire che qui stiamo in mezzo ad un "deserto d'acqua" che spesso ci protegge da maltempo, nebbia, neve. Oggi sono infatti sbocciati i primi fiori dell'albicocco. Sono andato a rivedermi gli appunti nel mio quaderno dell'orto. L'altr'anno l'albicocco è fiorito il 13 marzo, i susini il 16, siamo più o meno lì.
giovedì 21 febbraio 2013
Potature alle Zitelle
I boscaioli ci hanno dato fisso alle Zitelle. Siamo riusciti a bloccare in tempo la perdita di tutta questa massa organica che sarebbe finita su una barca e poi chissà dove (forse incenerita, forse riutilizzata in terraferma), comunque, tutto è bene quel che inizia bene); legna e ramaglie finiranno in orto, divise per bene e riutilizzate secondo l'uso che gli ortolani riterranno più appropriato (compost, pacciamatura verde, recinzioni, biochar o altro ancora a seconda delle urgenze); ci sarà un sacco di lavoro perchè il trincia non funziona (serve un meccanico volontario che la metta a posto) e la massa di materiale è imponente (stimo a spanne almeno 30 metri cubi. Speriamo che l'accordo con l'Hotel Cipriani vada a buon fine (risparmio per loro per lo smaltimento che per noi significa una donazione in materiale, tagliaerba? motozappa?serra?), potrebbe essere l'inizio di una fruttuosa collaborazione che in realtà è già iniziata da tempo (coi giardinieri) ma mai definita ufficialmente.
La neve passata ha rovinato la mimosa (come da foto) che è stata ridotta a mazzetti e messa a bagno per la prossima festa delle zitelle (sempre che si comportino bene).
Sono stati potati anche tutti gli alberi da frutto (da me, michele, non dai boscaioli), è stata risparmiata l'acacia potata lo scorso anno da Francisco, sono state potate rose rampicanti e non (messe a bagno per radicare in due distinti secchi), i polloni dei due pruni (i polloni sono stati estratti con le radici e messi in parte per farne dei futuri alberi da innestare), dentro il grande secchio rosso ci sono un sacco di potature di salice che verranno usate per legare la vigna.
Prossimamente ci sarà molto da fare, sia per smaltire tutta questa massa legnosa che per sistemare e costruire ex novo alcune strutture dell'orto, buon lavoro.
vai alla GALLERIA per vedere tutte le immagini
La neve passata ha rovinato la mimosa (come da foto) che è stata ridotta a mazzetti e messa a bagno per la prossima festa delle zitelle (sempre che si comportino bene).
Sono stati potati anche tutti gli alberi da frutto (da me, michele, non dai boscaioli), è stata risparmiata l'acacia potata lo scorso anno da Francisco, sono state potate rose rampicanti e non (messe a bagno per radicare in due distinti secchi), i polloni dei due pruni (i polloni sono stati estratti con le radici e messi in parte per farne dei futuri alberi da innestare), dentro il grande secchio rosso ci sono un sacco di potature di salice che verranno usate per legare la vigna.
Prossimamente ci sarà molto da fare, sia per smaltire tutta questa massa legnosa che per sistemare e costruire ex novo alcune strutture dell'orto, buon lavoro.
vai alla GALLERIA per vedere tutte le immagini
martedì 12 febbraio 2013
ripopolare la campagna abruzzese
Pubblichiamo qui un annuncio dell'amico Nicolas che da qualche anno, con tenacia e inventiva.
Progetto di ripopolamento delle zone rurali semi-abbandonate in Abruzzo
offriamo vitto e alloggio in cambio di lavoro agricolo
& aiuto per avere accesso a case e terreni abbandonati
Siamo Nicolas (38) e Federica (36), iniziatori e realizzatori di un progetto di ripopolamento della campagna in una zona del Abruzzo in cui l' 80 % dei campi, dagli anni settanta a oggi, è stato abbandonato (25 km da San Salvo, 550 m sopra il livello del mare).
Per ora siamo in 3 - 4 persone a occuparci della pulizia del sottobosco, del terrazzamento e della lavorazione superficiale del terreno per renderlo coltivabile. Produciamo uova, cereali, legumi, olio di oliva, marmellate e ortaggi tra cui sopratutto quelli che si possono conservare facilmente per tutto l' anno come le rape rosse, le carote, le cipolle, le patate e le zucche.
Il progetto parte da due ettari di proprietà, acquistati nel 2010, lavorati senza carburanti fossili, e prevede l' applicazione di questa metodologia su tutte le superficie a disposizione in zona in collaborazione con i proprietari terrieri del posto che fanno sempre più fatica a gestire i terreni in modo economicamente conveniente. Finora ci hanno dato in comodato d'usoaltri due ettari di terreno seminativo che usiamo per la coltivazione di ceci e cereali.
Prossimamente saremo in grado di offrire vitto e alloggio a una decina di persone in cambio della partecipazione nel lavoro agricolo usando come fonte di carboidrati anche la frutta raccolta dalle piante abbandonate o spontanee della zona per la produzione di frutta secca, succhi e marmellata. Anche l' olio di uliva lo facciamo raccogliendo da alberi abbandonati. La superficie di produzione quindi è molto più grande dei quattro ettari di terreno attualmente a disposizione. In più persone sarà possibile occuparsi di un gregge di pecore e della trasformazione del latte.
Stiamo cercando altre persone che vogliono trasferirsi in campagna con l' obiettivo di costruirci un' economia basata sulla produzione agricola per l' autosufficienza e per la vendita informale e lo scambio a livello locale. Sono benvenuti le persone che usano Wwoof come metodo di ricerca di un progetto già esistente in cui inserirsi o di un posto dove iniziare un progetto proprio. Sono ugualmente benvenuti tutti i viaggiatori che si fermano solo pochi giorni e tutte le persone che vogliono dedicarsi a ogni forma di lavoro artistico che possa arricchire il contesto rurale degradato (calcio, caccia, carte).
Ai nuovi arrivati offriamo vitto e alloggio in cambio della partecipazione nel lavoro agricolo. Chi vuole stabilirsi per sempre può autocostruirsi una casetta sul nostro terreno o trovare un accordo con un proprietario di una casa disabitata e di un terreno abbandonato: accesso a casa e terreno in cambio di lavori di manutenzione e prodotti agricoli. A chi non ha esperienza nel lavoro agricolo aiuteremo con semi, attrezzi e conoscenze.
Attualmente disponiamo di 4 stanze con 10 posti letto in due case diverse, una nel paese, a 1,5 km di distanza, e una in campagna. Abbiamo luce elettrica e una lavatrice. Per poter offrire vitto e alloggio in futuro a un numero più grande di quello attuale (3-4 persone) realizzeremo, nel 2013, in collaborazione con l' architetto Rainer Toshikazu Winter e l' Università di Firenze una casa passiva metà prefabbricata, metà autocostruita e altre case più piccole usando sopratutto materiali localmente reperibili (pietre, argilla, legno, vetri di recupero).
Nicolas Panelli, Federica Benemeo
contrada Fonte Trocchi, 1
66050 Tufillo (Chieti)
tel: 334 33 88 448
mail: cementobianco@yahoo.it
come arrivare: in treno fino alla stazione di Vasto-San Salvo, da li veniamo a prendere oppure a piedi/ in bici 25 km verso l' entroterra
lunedì 11 febbraio 2013
ORTO PER TUTTI! Mente Sana in Orto Sano 16-17 feb 2013
a Mestre-Oriago
con Mattia Pantaleoni
esperto ed insegnante di Permacultura, Agricoltura Sinergica, Dragon
Dreaming
Come sentirci parte dell'organismo Terra-Gaia ed impegnarci per la
creare una cultura sostenibile? Come rendere maggiormente vivibili e
resilienti le città? Per realizzare questo sogno abbiamo bisogno di
tutta la creatività possibile e non possiamo farlo da soli. Vi invitiamo
a far parte di questo fantastico progetto.
SABATO 16 Febbraio 2013 dalle 17.00 alle 19.30
c/o Centro Civico Città Aperta via Col Moschin
Introduzione concetto equilibrio suolo-piante-animali
Pratiche di coltivazione urbana.
DOMENICA 17 Febbraio 2013 dalle 10 alle 12.30
c/o El Casin di Oriago (800 mt dopo la scuola Staineriana)
Presentazione Fattoria EL CASIN
Concime organici e biofertilizzanti fermentati
Partecipazione libera, portate qualcosa mangiare da condividere
per Info. Mattia 348.51.62.105
con Mattia Pantaleoni
esperto ed insegnante di Permacultura, Agricoltura Sinergica, Dragon
Dreaming
Come sentirci parte dell'organismo Terra-Gaia ed impegnarci per la
creare una cultura sostenibile? Come rendere maggiormente vivibili e
resilienti le città? Per realizzare questo sogno abbiamo bisogno di
tutta la creatività possibile e non possiamo farlo da soli. Vi invitiamo
a far parte di questo fantastico progetto.
SABATO 16 Febbraio 2013 dalle 17.00 alle 19.30
c/o Centro Civico Città Aperta via Col Moschin
Introduzione concetto equilibrio suolo-piante-animali
Pratiche di coltivazione urbana.
DOMENICA 17 Febbraio 2013 dalle 10 alle 12.30
c/o El Casin di Oriago (800 mt dopo la scuola Staineriana)
Presentazione Fattoria EL CASIN
Concime organici e biofertilizzanti fermentati
Partecipazione libera, portate qualcosa mangiare da condividere
per Info. Mattia 348.51.62.105
martedì 27 novembre 2012
SpiazziVerdi ha risposto alla chiamata a raccolto!
Domenica 25 novembre a Feltre c'è stata la "Chiamata a raccolto", giornata dedicata allo scambio sementi antiche.. al biologico, alla biodiversità, a paesaggio, territorio, ambiente, salu
3000 persone hanno affollato tutto il giorno il bocciodromo, trasformato in un grande "mercato" clandestino di scambio di sementi.
Un esplosione di colori, e di forme. E chissà i sapori che ne verranno....Solo di patate ce n'erano 280 varietà, portate dagli amici del Consorzio della Quarantina. E poi mais, fagioli, cereali di tutti i tipi, orticole. E erbe, fiori. E poi chi faceva cesti di vimini o canne, giochi di una volta, saponi e oleoliti, pizze e zuppe e succo di mela.
E tante, tante buone chiacchiere.
Babacar, il nostro amico senegalese dell'associazione Sunugal di Venezia, sembrava impazzito: vuole avviare un'azienda agricola in Senegal e ogni seme nuovo è una potenziale sperimentazione.
Non avendo un granché di semi da scambiare, ci siamo messe a disposizione per fare e insegnare a fare le bustine senza punti con i fogli dell'elenco del telefono....un successone! :-)
Così la piccola delegazione di SpiazziVerdi (eliana, dora e Michela + mamma + Loa la cana) ha dato il suo piccolo contributo per una giornata davvero grande.
E qualche seme da sperimentare lo abbiamo portato a casa.
Ringraziamo Cristian per averci ospitato nella sua bella casa in riva al torrente. E Paola per la zuppa calda. E Lollo per la simpatia. E i ragazzi della Skasera per il succo. E Tiziano, immancabile pilastro di ColtivarCondividendo. E tutti gli altri!
mercoledì 14 novembre 2012
Adesso e prossimamente a Spiazzi
Da lunedì 12 novembre Spiazzi ospita Emerging Realities,
un workshop dell'Istituto di Architettura e Paesaggio dell'Università di Graz.Ci saranno alcuni eventi aperti come ad esempio:
lun alle 18 Aldo Cibic con "cultivating a community"from monoculture to agricultural, social and economic diversification.
martedì 13 alle 16.30, sempre organizzato da Emerging Realities ma non a Spiazzi bensì al Padiglione Italia, Stanza F (ingresso purtroppo a pagamento), John Thackara (andatevi a vedere il suo "particolare" blog doorsofperception) terrà un'altra lettura sicuramente molto interessante.
ven 16 invece (dalle ore 18):
- il workshop presenterà al pubblico l'attività svolta durante la settimana
- Spiazzi proporrà "Welcome to the HUB"
- segue aperitivo finale con "Open Design Italia"
A SEGUIRE
Mart 20 nov ore 18.00. Permacultura. Presentazione introduttiva
Con le solite modalità conviviali a noi care (portate qualcosa da mangiare da condividere fatto da voi, portatevi anche piatto, bicchiere e posate), siamo lieti di invitarvi ad una chiacchierata introduttiva sulla Permacultura.
Cos'è, come e dove è nata, quali sono le attuali realtà in Italia e all'estero e i suoi sviluppi alla luce del parternariato europeo.
Comeattivare un percorso di formazione a partire dal corso di "Introduzione alla Permacultura di 3 gg o dal Corso di progettazione in Permacultura di 72 ore" fino al "Percorso di Apprendimento Attivo", al tutoraggio e al Diploma finale in Permacultura Applicata.
Anna Bartoli, diplomata e segretaria dell'Accademia Italiana di Permacultura ci accompagnerà
p.s. sarà molto gradito chi si associa per il 2013 (vista la crisi, la tessera è stata ridotta da 10 a 5 euro!)
sabato 27 ottobre 2012
Kokopelli, la sentenza sulle sementi libere
"Sementi libere!", incompetenza o manipolazione?
Alcune riflessioni sulla sentenza Kokopelli pubblicata da Centro Internazionale Crocevia il giorno Mercoledì 19 settembre 2012 alle ore 17.00
Siamo da giorni bombardati da articoli e dichiarazioni di difensori dei "diritti dei contadini" sulle sementi. Inutile commentarli uno per uno poiché quasi tutti questi articoli, in maniera assolutamente superficiale, inesatta e a volte completamente falsificata, riprendono comunicati stampa senza andare nel dettaglio né delle direttive comunitarie in materia di sementi, né della sentenza della corte di giustizia (C-59/11 del 12/07/2012). Peggio, non tengono conto di quanto almeno dai lontani anni '80 il movimento contadino per la difesa dell'agrobiodiversità sta facendo.
Ad esempio, scrive Italo Romano (www.ecplanet.com/node/3532 - 14 settembre 2012): "/Fin dal 1998 è in vigore una direttiva comunitaria che riserva la commercializzazione e lo scambio di sementi alle ditte sementiere (Monsanto e altre multinazionali) vietandolo agli agricoltori"/.
Suona forte e radicale ma è un'affermazione essenzialmente falsa. *La direttiva europea 98/95 non** riserva lo scambio delle sementi alle ditte sementiere, bensì* *regola la commercializzazione delle sole varietà "industriali"*, che sono coperte da un diritto di proprietà intellettuale ed iscritte al catalogo varietale. La direttiva autorizza invece a stabilire condizioni specifiche per varietà da conservazione o non inscritte al catalogo (così come fatto in seguito dalle leggi sementiere italiane) per la commercializzazione delle sementi e per la conservazione della biodiversità /in situ/, comprese le miscele di specie o le specie adattate all'agricoltura biologica.
I contenuti della 98/95 sono stati meglio precisati a distanza di dieci anni da altre due direttive europee, *la 2008/62 e la 2009/145*, le quali pongono i *termini per la registrazione delle varietà di "*/*conservazione*/*"* (riservato a specie agricole, patate e verdure) *e di quelle */*"create per rispondere (a particolari) condizioni di coltivazione*/*"* (riservato per gli ortaggi). Queste direttive comunque non modificano il campo di applicazione della normativa comunitaria relativa alla natura e alla gestione del catalogo varietale.
Pertanto *non esiste **nessun obbligo di iscrizione al catalogo* *per* *le varietà dette "*/*da conservazione*/*" e per l'uso di sementi ad esclusivo uso non commerciale*, come quelle utilizzate per la conservazione della biodiversità nei campi, le sementi contadine o per il giardinaggio ("agricoltura hobbistica" perché queste vengono subito messe a dimora nei campi o nei balconi).* Per esempio, il conta**dino può vendere i propri semi al commerciante di sementi oppure al suo vicino che le pianta nel proprio campo: *nel primo caso si tratta di un uso commerciale e la varietà dovrà essere iscritta nel catalogo, mentre nel secondo non c'è alcun tipo di obbligo a cui sottostare.
Vale la pena di ripeterlo, *l'attuale quadro giuridico comunitario *(una riforma è prevista nel prossimo anno) *si **applica alla produzione di sementi per la commercializzazione* e detta norme relative alla circolazione "/per lo sfruttamento commercial/e" delle sementi stesse.
Queste due direttive, per la loro natura fluide, hanno consentito a quanti da 20 anni seminano e riseminano nei loro campi varietà non commerciali che regolarmente scambiano con altri agricoltori di rimettere in coltivazione per migliaia di ettari le vecchie varietà. I contadini stessi hanno avviato una *gestione dinamica dell'agrobiodiversità*, grazie a sistemi di grandi dimensioni anche settoriali basati sulle *reti di sementi contadine*, come il caso delle varietà di grano tradizionali non iscritte a nessun catalogo (www.semencespaysannes.org ). Hanno rimesso in moto la *capacità di creazione varietale* *da parte degli agricoltori stessi*, nei campi e non nei laboratori, anche in collaborazione con ricercatori attenti ai processi di erosione genetica, propria della creazione varietale dell'industria sementiera. Una parte molto importante della produzione bio si sostiene proprio grazie alle sementi contadine. Questo processo collettivo ha prodotto un rinnovamento ed un* forte allargamento delle conoscenze contadine nella gestione delle sementi in azienda, aumentandone la "sovranità" e l'autonomia rispetto all'industria sementiera,* e, più in generale, rispetto al modello agricolo dominante. La credibilità dei risultati ottenuti si è rafforzata anche da un punto di vista scientifico (cfr. Tesi di dottorato sul processo di creazione varietale partecipativo del Dott. Calogero di Gloria, 2011) e ciò ha permesso un'efficace strategia legale a* *difesa delle sementi contadine nei campi.
Certo quelle direttive hanno elementi non condivisibili e *spesso la normativa nazionale è molto diversa da paese a paese, a seconda del peso politico dell'industria sementiera*. La legislazione francese, ad esempio, ha continuato ad applicare in modo riduttivo o a eludere totalmente le normative comunitarie sui semi, tentando di imporre l'iscrizione obbligatoria delle varietà contadine nel catalogo delle varietà industriali; la posizione del governo francese è stata abbondantemente utilizzata per attaccare *Kokopelli*, un'associazione che da anni* *commercia sementi di varietà tradizionali provenienti da tutto il mondo.
Veniamo a cosa c'è scritto nella famosa *sentenza della corte di giustizia dell'Unione europea del 12 Luglio *2012. *Secondo **Guy Kastler*, uno dei fondatori della *Réseau Semences Paysannes*, la rete sementi contadine francese, leader della* Confédération Paysanne* e de* La Via Campesina* e partecipante ai lavori dei comitati tecnici europei: "/Nella sua sentenza, *la Corte di giustizia non si è impegnata nel merito*, ma semplicemente ha risposto ricordando la forma: - la legislazione europea vigente è coerente con le priorità che le sono state assegnate;/
/ - si è aperto nel 2008 un nuovo quadro di riferimento per tener conto delle nuove esigenze della società (varietà da conservare) e ha già previsto che questo nuovo quadro sarà presto adattato sulla base di una valutazione della sua attuazione [...] Per quanto riguarda l'accusa contro Kokopelli, questa sentenza [...] non offre nessuna spiegazione sull'interpretazione della legislazione vigente in Francia (le attività di commercializzazione ricadono sotto la disciplina del catalogo varietà amatoriali o sotto quelle delle varietà industriali?)". /Per quello che riguarda la questione dei regolamenti comunitari in vigore, /"...//*questa sentenza non cambia niente, non fa che richiamarne i contenuti e *//*non si esprime in nessun modo sui limiti del loro campo d'applicazione.*/*"*
Per questo *dobbiamo avere un'idea chiara di chi sta seminando l**a confusione* attraverso azioni di comunicazione che -- senza andare nei contenuti effettivi delle decisioni prese e delle questione proprie alle sementi contadine -- si allinea sulle parole d'ordine dell'industria sementiere che, dietro lo slogan delle "sementi libere", vuole ridimensionare i "diritti degli agricoltori" sulle sementi.
*Le sementi non appartengono all'umanità, né alle industrie, ma agli agricoltori*, quindi non possono circolare liberamente senza che questi abbiano prima ottenuto la necessaria protezione dei diritti -- tutti di natura collettiva -- che detengono su queste "risorse". E' impensabile che si possa difendere e sostenere la gestione dinamica dell'agrobiodiversità o più semplicemente proteggere le varietà tradizionali senza un *quadro normativo, che deve essere definito prima di tutto dai contadini che producono ed utilizzano le sementi*. Tale quadro deve proteggere esplicitamente diritti come quello di scambiare o vendere sementi "per un loro uso non commerciale" ad altri contadini.
*Solo così potremo avere una produzione di prodotti di qualità o biologici che non siano di nicchia* ma rivolti ad un consumo popolare ampio. Noi immaginiamo milioni di ettari di terra seminati di varietà tradizionali o create dai contadini stessi.
La beffa peggiore delle campagne di comunicazione in corso per le "sementi libere" è che i commercianti di semi pretendono di avere le mani libere in nome dei diritti degli agricoltori e, alla fine, si rischia di cancellare i diritti degli agricoltori per mettere un freno al libero mercato. Guy *Kastler* lo dice con chiarezza "... /l*e informazione incomplete fornite rafforzano la propaganda dell'industria sementiera* e dei suoi sostenitori nell'amministrazione pubblica, allo scopo di non riconoscere l'esistenza dei diritti degli agricoltori al di fuori fuori dell'obbligo di iscrizione al catalogo (delle sementi industriali/)".
*I diritti degli agricoltori vanno praticati e devono trovare un quadro giuridico e delle politiche pubbliche che li sostengano. *Questo richiede iniziative continue di mobilitazione collettiva. Se al contrario ci rinunciamo alcuni, pochi, avranno la possibilità di agire "clandestinamente", ma la gran massa delle aziende contadine finirà per dover accettare di comprare le sementi, e poco importa se a venderle sarà una gentile impresa di commercializzazione di sementi, come Kokopelli o una cattivissima multinazionale.
*/ Antonio Onorati, CROCEVIA/*
Alcune riflessioni sulla sentenza Kokopelli pubblicata da Centro Internazionale Crocevia il giorno Mercoledì 19 settembre 2012 alle ore 17.00
Siamo da giorni bombardati da articoli e dichiarazioni di difensori dei "diritti dei contadini" sulle sementi. Inutile commentarli uno per uno poiché quasi tutti questi articoli, in maniera assolutamente superficiale, inesatta e a volte completamente falsificata, riprendono comunicati stampa senza andare nel dettaglio né delle direttive comunitarie in materia di sementi, né della sentenza della corte di giustizia (C-59/11 del 12/07/2012). Peggio, non tengono conto di quanto almeno dai lontani anni '80 il movimento contadino per la difesa dell'agrobiodiversità sta facendo.
Ad esempio, scrive Italo Romano (www.ecplanet.com/node/3532
lunedì 22 ottobre 2012
SpiazziVerdi al TG2
Dopo grandi discussioni (che alla fine ci hanno fatto declinare l'invito di Linea Verde ad un servizio su orti urbani e vigneti perché non avevamo ancora raggiunto il consenso tra tutti/e), abbiamo deciso di accettare questa intervista del TG2. Consapevoli che il servizio non avrebbe reso merito al lavoro che abbiamo fatto e stiamo facendo,abbiamo comunque pensato che fosse comunque un'opportunità per stimolare altre persone in altri luoghi ad intraprendere percorsi analoghi, di presa in cura della terra, di utilizzo comunitario di spazi pubblici, di riscoperta del valore dell'agricoltura e del cibo, di esperienza collettiva, di decrescita applicata (...e molto altro...).
Per vedere il servizio: tg2 del 22 ottobre, ore 13, servizio 17
martedì 9 ottobre 2012
martedì 4 settembre 2012
Ruth Mott, la cucina e gli orti inglesi
Il 28 luglio, a 95 anni, ci ha lasciati Ruth Mott.
Non molti la conoscono in Italia, ma nel Regno Unito per molti appassionati di cucina e di orticoltura è stata quasi una star.
Ha partecipato nei primi anni Ottanta ad una serie di documentari sulla cucina vittoriana (The Victorian Kitchen Garden) con il collega ortolano Harry Dodson e successivamente, sempre con Dodson, alle serie, "The Victorian Kitchen" e "The Wartime Kitchen & Garden" sugli orti di guerra della Seconda Guerra Mondiale.
Questi documentari della BBC sono una perfetta ricostruzione di quei tempi passati ed un ottimo punto di partenza per chi vuole "ripartire" con uno stile più sobrio, meno legato alle macchine e alla tecnologia.
Buona visione.
p.s. Dopo questi documentari Ruth è stata addirittura consulente di Robert Altman per il film Gosford Park.
Non molti la conoscono in Italia, ma nel Regno Unito per molti appassionati di cucina e di orticoltura è stata quasi una star.
Ha partecipato nei primi anni Ottanta ad una serie di documentari sulla cucina vittoriana (The Victorian Kitchen Garden) con il collega ortolano Harry Dodson e successivamente, sempre con Dodson, alle serie, "The Victorian Kitchen" e "The Wartime Kitchen & Garden" sugli orti di guerra della Seconda Guerra Mondiale.
Questi documentari della BBC sono una perfetta ricostruzione di quei tempi passati ed un ottimo punto di partenza per chi vuole "ripartire" con uno stile più sobrio, meno legato alle macchine e alla tecnologia.
Buona visione.
p.s. Dopo questi documentari Ruth è stata addirittura consulente di Robert Altman per il film Gosford Park.
domenica 26 agosto 2012
Biennale di architettura: 2 mostre a Spiazzi da domenica 26 agosto FINDING COUNTRY e CRAFTING A HUB
CRAFTING A HUB
A Spiazzi si lancia una sfida per Venezia e una domanda al mondo.
Gli spazi vuoti, abbandonati, chiusi dell'arcipelago veneziano e i 20 milioni di visitatori che vi passano attorno ogni anno costituisco un'enorme potenziale per trasformare la città in un laboratorio creativo esteso. Attraverso un'indagine che durerà l'interno mese di settembre, si raccoglieranno suggestioni, indirizzi e proposte per avviare un confronto aperto a conclusione della mostra, il 27 di settembre.
Venezia può essere un grande hub diffuso in cui gli spazi di lavoro, le sedi espositive, i laboratori possano essere messi in rete ed accogliere nuovi residenti che apportano un contributo vitale ad una città che ha molta capacità attrattiva, sempre meno abitanti e sempre più spazi vuoti?
Gli altri appuntamenti della mostra CRAFTING A HUB
Aperta da domenica 26 agosto a venerdì 28 settembre dalle 10 alle 17
Vernissage da domenica 26 a martedì 28 agosto
Opening martedì 28 agosto dalle 17.30 alle 21
Tavola rotonda giovedì 27 settembre
Gli spazi vuoti, abbandonati, chiusi dell'arcipelago veneziano e i 20 milioni di visitatori che vi passano attorno ogni anno costituisco un'enorme potenziale per trasformare la città in un laboratorio creativo esteso. Attraverso un'indagine che durerà l'interno mese di settembre, si raccoglieranno suggestioni, indirizzi e proposte per avviare un confronto aperto a conclusione della mostra, il 27 di settembre.
Venezia può essere un grande hub diffuso in cui gli spazi di lavoro, le sedi espositive, i laboratori possano essere messi in rete ed accogliere nuovi residenti che apportano un contributo vitale ad una città che ha molta capacità attrattiva, sempre meno abitanti e sempre più spazi vuoti?
Gli altri appuntamenti della mostra CRAFTING A HUB
Aperta da domenica 26 agosto a venerdì 28 settembre dalle 10 alle 17
Vernissage da domenica 26 a martedì 28 agosto
Opening martedì 28 agosto dalle 17.30 alle 21
Tavola rotonda giovedì 27 settembre
FINDING COUNTRY
Kevin O'Brien, a nome del collettivo Finding Country e dell'associzione
Venti di Cultura, è lieto d'invitarvi all'inaugurazione della
mostra: FINDING COUNTRY
Martedì 28 agosto alle alle ore 17.30 presso Spiazzi, Castello 3865, vedi: mappa, con buffet di Vivandiera, e concerto "Peregrinazioni lagunari" di Angela Milanese Group
FINDING COUNTRY vuol dare l'idea del senso aborigeno del
territorio (Country), che lega le popolazioni ai luoghi dei loro
congiunti, passati, attuali e futuri.
Nel paesaggio australiano ciascun aspetto della terra, del mare e del
cielo, siano particelle, prospettive o richieste, tutti assieme mostrano
e consentono la vita.
E' un'idea che si svela nell'abitare intimamente il territorio.
Essa guida un percorso originale verso lo spazio e l'architettura.
L'appartenenza al territorio (Country) è il senso dello spazio aborigeno: qual è il vostro?
Gli altri appuntamenti della mostra FINDING COUNTRY
Aperta da domenica 26 agosto a venerdì 28 settembre dalle 10 alle 17
Vernissage da domenica 26 a martedì 28 agosto
Opening martedì 28 agosto dalle 17.30 alle 21 con buffet e concerto di Angela Milanese Group
Conferenza venerdì 28 settembre alle ore 17
mercoledì 1 agosto 2012
mercoledì 27 giugno 2012
IncontrInORTO #2, domenica 1 luglio 2012
IncontrInORTO #2 nell’Orto Giardino Collettivo delle
Zitelle (Isola della Giudecca)
Domenica 1 luglio 2012
Siamo liet* di potervi
invitare alla nostra seconda giornata di orto aperto, un’occasione per
conoscersi e conoscere, ritrovarsi, tessere relazioni, condividere vino e cose
buone, mettere le mani in orto, perdersi tra la giungla di calendula e melissa,
rinfrescarsi all’ombra dei vigneti di LagunaNelBicchiere, chiacchierare di Agricoltura
sinergica, Permacultura, Decrescita Felice…
Questa domenica proporremo dalle
10:00 due attività laboratoriali (per cui vi chiediamo di prenotare
online*):
-
Falegnameria:
costruzione con tecnica ad incastro di panche e tavoli
-
Raccolta e
ricette con fiori&erbe: prepareremo pietanze crude e cotte (con la nostra
cucina d’argilla a legna!) per il pranzo
Il pranzo condiviso sarà
alle 13:00, come mangiano di solito gli ortolani di SpiazziVerdi: ognuno
porta una sua specialità da condividere, per far assaggiare e per assaggiare le
cose degli altri. E chi vorrà potrà raggiungerci nel pomeriggio, alle 17:30
per la merenda.
Vi chiediamo di rispettare
per quanto possibile questi orari perché siamo ospiti dell’I.R.E. e le entrate
vorremmo potessero avvenire in gruppo!
Per il vino e la merenda penseremo
noi ortolani, ti chiederemo solo un piccolo obolo di 5€ che servirà a rientrare
delle spese dei laboratori e per sostenere le nostre attività, invitandovi
inoltre a divenire soci di Spiazzi con la tessera semestrale.
Bottigliette, plastica e usa
e getta NON sono invitati: stoviglie,piatti
e bicchieri te li diamo noi.
Via spettiamo alla fermata
del 2 e del 4.1 e 4.2 ZITELLE,
presso la residenza per anziani I.R.E.
>Usciti
dall’imbarcadero percorrete la prima piccola calle di fronte sulla destra,
percorretela tutta (attraverserete dei caseggiati di “nuova” costruzione”) e
alla fine svoltate a sinistra fino a trovarvi al cancello dell’IRE in Calle
Michelangelo)
mercoledì 13 giugno 2012
sabato 16 giugno, festa in orto
Con un po' di ritardo sulla tabella di marcia iniziano le giornate di IncontrinORTO, un modo per scoprire come funziona l'orto collettivo di SpiazziVerdi, fare un piccolo laboratorio in compagnia, passare un pomeriggio in mezzo alla natura in un pezzo di campagna che non immagini. Si mangia come mangiano di solito gli ortolani di SpiazziVerdi, ognuno porta una sua specialità da condividere, per far assaggiare e per assaggiare le cose degli altri.
Il vino lo mettiamo noi ortolani, ti chiederemo solo un piccolo obolo che servirà a sostenere le nostre attività.
giovedì 7 giugno 2012
giovedì 24 maggio 2012
Spiazzi finlandesi
Arrivati a Helsinki, la comitiva Spiazzi è arrivata al mercato e si è fatta subito un panino con il pesce baltico e le verdure d'importazione (Spagna? Italia? Cile?), non siamo in vacanza, stiamo lavorando per voi come rappresentanti del meglio degli ortolani urbani sulla piazza, e proprio una piazza (la piazza del Museo di Architettura) dovremo trasformare in un orto (il nostro concetto di orto), in occasione di Helsinki capitale mondiale del design. Siamo qui fino al 3 giugno e vi terremo aggiornati sulle nostre prossime mosse (domani inauguriamo Manos con un incontro con l'ambasciatore). sabato 14 aprile 2012
The Very Angry Caterpillar
Il bruco "gruppo" SpiazziVerdi mangiava quello che capitava a tiro, sperimentava, approfittava del suo giovane entusiasmo per attirare persone sempre nuove, costruiva nuovi progetti che condivideva con altri, andava in giro a conoscere suoi simili, poi.... il bruco ha preso un'indigestione o meglio, ha sentito un certo sommovimento di stomaco che gli ha suggerito: bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
E il bruco si ritirò nel suo bozzolo.
I piccoli ortolani scalzi hanno continuato a coltivare il loro orticello (sempre meno ortolani, sempre meno spazio coltivato) e tutto è tornato come prima (meno di prima).
E la farfalla? quella deve ancora uscire dal bozzolo, non si sa nemmeno se mai ci uscirà.
Morale? C'è la volontà di alcuni (pochi) di non considerare lo spazio delle Zitelle solo come un orto e di non vedere SpiazziVerdi solo come un gruppo di hobbisti dal pollice verdastro. Se AAM Terra Nuova ci pubblica un bell'articolo (di Eliana) sulla rivista di questo mese, se a maggio ci invitano ad Helsinki a dar vita nuova ad una piazza in occasione di Helsinki capitale europea del design, se siamo fra i promotori della 3a Conferenza Internazionale della Decrescita o se ci chiamano a testimoniare la nostra esperienza in decine di occasioni un motivo ci sarà? o la gente crede che coltiviamo solo il nostro orticello e vuole sentire solo quello? Io non credo sia così.
Ritorniamo alla farfalla:
la nostra base, le Zitelle, sta diventando un luogo di sperimentazione sul suolo, sulle piante orticole, sulla vite (di cui si occupano con piacere gli amici-compagni della Laguna nel Bicchiere), stiamo guardando non solo alla terra ma a tutto quello che è considerato "arredo" (termine un po' da rivista di architettura") e cioè funzionale a quello che considererei non un orto ma un esperimento di vita all'aperto che può servire sia a chi vuole avvicinarsi alla campagna ma soprattutto a quelli che vogliono piano piano trasformare la città, far entrare un inarrestabile verde nei suoi interstizi, vivere il più possibile sotto il sole, lavorare, cucinare, mangiare, giocare, dormire.
A tal proposito, in occasione di Helsinki stiamo progettando una sorta di orto ideale che si ispira a Dogville di Lars Von Trier (agghiacciante direte voi), questo è il nostro compitino per far progredire lo spazio; per quanto riguarda il gruppo, la farfalla che vorrei veder uscire dal bozzolo dovrebbe essere una farfalla che parte da uno spazio per esplorarne altri, che inizia a pensare alla terra non come ad un hobby ma ad un occasione per un cambio di vita, progetti nel cassetto ce ne sono molti, ambiziosi ma anche fattibili, dipende naturalmente dalle forze in campo e dall'entusiasmo che viene messo in gioco (è un invito a farsi avanti alle nuove leve).
p.s. agli ortolani anonimi:

questa primavera un sacco di cavolfiori e di broccoli sono andati a fiore, seguono a ruota bieta e radicchi, è bello vedere l'orto colorato ma fa un po' di tristezza pensare che un sacco di ortaggi non sono stati raccolti, avremmo potuto magari regalarli ma non lo abbiamo fatto perchè pensavamo venisse più gente, forse questa primavera pianteremo meno cose.
venerdì 6 aprile 2012
la nuova mesa
Perché abbiamo grandi propositi per la primavera ed estate...Quindi, venite a trovarci in orto!
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