mercoledì 3 marzo 2010

Un Giardino della Metamorfosi

Sabato 6 marzo, ore 15
Orto delle Zitelle
Casa di Riposo dell'IRE
Giudecca

Nella giornata
di presentazione delle foto, che ha scattato nel periodo di “impianto” dell’orto, nella primavera del 2009, l’improvvisato fotografo-cronista Maurizio Martinelli illustrerà per immagini le ispirazioni che, nella sua prima esperienza di ortolano della laguna, lo hanno portato a chiamare l’area verde di questa casa di riposo e di cura “un giardino della metamorfosi”; ci introdurrà brevemente all’arte della “litopuntura”, di cui si occupa da tempo qui a Venezia (dove ha avviato l’Atelier “Fior d’acqua”, in Campo delle gatte, all’Arsenale), raccontandoci perché vede nell’orto delle Zitelle il seme di una nuova coscienza ecologica.

leggi il testo completo.........................................

martedì 2 marzo 2010

Di cosa si è parlato all'incontro "Decrescita, per un'economia del Buon Vivere" del 26 febbraio

Alberto Buffon ci ha gentilmente inviato una relazione sulla serata di venerdì 26 febbraio.
potete trovare il testo completo qui
Buona lettura.

lunedì 1 marzo 2010

E' passato solo un anno


Ma chi l'avrebbe mai detto, guardate com'era il nostro orto! Questa foto è stata scattata l'8 febbraio 2009.
C'era qualche varietà di erbe spontanee, 4 alberi (adesso 3), le viti. Adesso è un tripudio di verdure nonostante sia un freddo inizio di marzo, il microclima della Giudecca non ha ucciso neanche le insalate che abbiamo lasciato scoperte tutto l'inverno, le fave sono già alte venti centimetri, i broccoli mummificati si riprendono, i porri ingrossano, le cime di rapa iniziano ad andare in fiore, il cavolo cinese è il più amato dalle lumache, il cavolo nero che abbiamo rinominato "palmetta" dà un tocco esotico alle nostre spirali, la rucola è gigante, i cavoli sono brunettiani, la vite piange, il sedano langue, i piselli non si vedono ma i ramolacci scoppiano di salute, le carote si mimetizzano, la cicoria non si vede più. Fra qualche giorno inizamo la nuova semina, semi rari ed eccentrici quest'anno, frutto dei primi scambi fra Bionieri utopici e contadini girovaghi.
Michele

altri incontri...in orto

Ieri sono stata in orto. Giornata grigia ma non fredda. Eravamo solo in 4. Discussioni animate sulla riforma della scuola. Lavorare di vanga e zappa stimola anche il cervello, oltre che rigenerare il fisico e lo spirito.
Solite visite di passaggio...Una di queste mi ha colpito. Una coppia di due anziani signori, lei poco più che settantenne, lui 81 anni, fa il volontario in Casa di riposo. Freschi come rose in primavera. E svegli e lucidi, da fare invidia!
Ci hanno parlato della loro campagna, quando stavano vicino a Chioggia. Avevano anche un vigneto. Ora invece possono godere solo di un pezzetto di terra condominiale, vicino a San Lorenzo, dove abitano, in un palazzo di 9 appartamenti, tutti di "foresti", a parte loro. E' lui che "gratuitamente" si prende cura del giardino. E ci ha piantato lo scorso anno anche qualche aromatica e dei pomodori ("che si usavano come piante ornamentali prima ancora che come ortaggi" - aggiunge lei). Ma una tra i proprietari dell'immobile, che viene a Venezia solo per le feste, ha iniziato a fare storie...e quei pomodori li ha dovuti togliere!
Ci hanno chiesto se possono venire qui, da noi, ogni tanto. E come si fa ad iscriversi. Perché a loro manca la terra. E diventeranno, come noi, salvatori si semi.
Peccato non ricordare ora i loro nomi....
carissimi, vi aspettiamo sabato prossimo!
Eli

sabato 27 febbraio 2010

Primi incontri

Siamo appena reduci dai primi due incontri di "Prove Tecniche di Comunità Urbana del Buon Vivere" a Spiazzi, bilancio più che positivo. Ieri all'incontro con Paolo Cacciari e Alberto Castagnola il clima era conviviale, anche grazie alla zuppa di Cesare del Ristorante al Covo, al vino e (scusate se me ne prendo un po' il merito (al mio tappeto turco che ha creato una bella atmosfera, grazie Malcom e Isa che ce l'avete regalato anni luce fa). Un rammarico è quello di aver curato al meglio l'organizzazione e di non essere riusciti ad approfondire la possibile ed auspicabile decrescita veneziana. Gli interventi di Paolo e Alberto sono serviti a chiarire meglio i concetti generali e sarebbe stato interessante, anche per loro stessi, sentire di più quelle che potrebbero essere per noi le scelte da attuare in questo percorso.
Il laboratorio con Daniela Degan (della cittadella dell'altra economia di Roma) di oggi è servito a legare ulteriormente il gruppo esistente e a farci conoscere nuove persone a cui interessa un nuovo tipo di socialità. Prossimo appuntamento il 6 marzo alle 15 direttamente in orto alle Zitelle con Maurizio Martinelli, "Il giardino della metaforfosi: foto e disegni sulla nascita del nostro orto".

venerdì 26 febbraio 2010

Prove Tecniche di Comunità Urbana del Buon Vivere
























Dal 26 febbraio al 6 giugno 2010

Gli incontri di SpiazziVerdi nascono in mezzo all’orto.

Una spirale rigogliosa di verdure e di idee, di convivialità e riflessioni, di attività pratiche e di visioni del futuro.

Si inizia dall’orto, dunque, per provare a ripensare un modello economico e di società, riprenderci la terra e il territorio, imparare a stare insieme nella (bio)diversità e costruire comunità, progettando la citt à e i suoi spazi verdi, a partire dalla sua storia e da...i suoi semi!


scarica il PDF del programma completo (100kb)

giovedì 25 febbraio 2010

"Decrescita per un'economia del buon vivere"

Si comincia venerdì 26 febbraio alle 18 con l’incontro “Decrescita, per un’economia del buon vivere”, in cui, con Paolo Cacciari, giornalista, e Alberto Castagnola, economista, si proverà a delineare i contorni di una possibile alternativa all’attuale modello economico, anche come possibile risposta alla crisi.

A seguire sabato 27 febbraio alle 10 il laboratorio “Immaginando la società della decrescita. Giochiamo insieme”, che sarà tenuto da Daniela Degan della Scuola itinerante della decrescita, in cui, con modalità giocose e relazionali, si lavorerà sull’immaginario per sollecitare i partecipanti sul tema di una società della decrescita.

Zuppa calda offerta da "Ristorante il Covo, di Cesare Benelli"


venerdì 19 febbraio 2010

IMPARIAMO A SELEZIONARE E CONSERVARE I SEMI


con Michele Ghirardelli, Civiltà contadina Bergamo
Seminario interno di auto-formazione
Venerdi 19 febbraio 2010, ore 19,30 a Spiazzi


Note di contesto: Sala da pranzo di Spiazzi decisamente migliorata! Molte cose buone da mangiare, il ristorante si sta specializzando. Piove. L'acqua alta sale, tutti con gli stivali.


Michele ci da una panoramica delle varie famiglie (leguminose, cucurbitacee, crucifere, ombrellifere, composite, etc.)

Cucurbitacee (es. Zucca), i fiori maschili e femminili sono su piante diverse

Solanacee (es. pomodoro): sono piante autofertili (stame e pistillo sono dentro lo stesso fiore)

Crucifere (es. cavolo), i fiori maschili e femminili sono sulla stessa pianta ma separati tra di loro. Per fertilizzarsi ci devono essere più piante vicine (il fiore maschile di una impollina quello femminile dell'altra).

Guardiamo una serie di foto (vedi) delle diverse varietà.

leggi tutto il documento...

domenica 17 gennaio 2010

Panificazione

Per molti, ma non per tutti oggi abbiamo realizzato una splendida
panificazione a lievitazione naturale il risultato è veramente carino, e
buono.

giovedì 14 gennaio 2010

progetti spiazziverdi

Ciao
condivido con voi riflessioni fatte ultimamente (ultimi 6 mesi) riguardo al nostro progetto avviato delle Zitelle
fondamentalemente sono le traccie sulle quali ho esposto (un po' velocemente) la proposta di sviluppo del progetto (Spiazziverdi Zitelle)
sul quale chiederò un confronto martedì prossimo a riunione.

Colgo l'occasione per ricordare, ed informare per chi non c'era alla riunione, che abbiamo fissato il giorno 26 gennaio la riunione col quartiere di s. giobbe
siccome non è stato scritto un verbale durante questa riunione riassumo velocemente


odg
1. calendario spiazzi (esposto, commentato e corretto, già aggiornato da Eliana (grande!) 
rimaniamo che eliana e maura sono le responsabili generali, che si occupano di trovare e coordinare i referenti per ogni incontro sia teorico che pratico

2. s. giobbe
stabilito giorno dell'incontro, si parlerà apertamente, verrà organizzato un rinfresco con le cose che tutti vorranno portare (famosa arca d'oro)
organizzata una scatola delle impressioni (Fra Tosi) e della animazione ludica per bambini seminare ortaggi (dora)

x- il 22 cm, venerdì, bettin sarà ospite di spiazzi per un incontro confrontro pubblico, tutti sono invitati

3. responsabili semi
proposta di organizzarsi per tempo nel recupero delle ementi antiche da coltivare nel nostro orto
Mattia responsabile di recuperare info dove reperire i materiali, martedì prossimo relaziona e verifica necessità di aiuto

4- sviluppo Zitelle
mattia batte il ferro sullo sviluppo Zitelle, espone quanto segue negli allegati ordinati con il numero progressivo
chiede un confronto martedì prossimo

x- Maurizio Martinelli mostra le foto da lui scattate durante il pan e vin del  gennaio 2010


baci e abbracci
 

mercoledì 13 gennaio 2010

2010 anno della biodiversità

Vi sembrerà incredibile ma in quest'epoca omologante di appiattimento culturale e desertificazione cerebrale i nostri grandi hanno deciso di dedicare al 2010 il tema della biodiversità. Tutto parte già alla fine degli anni ottanta (già si intuiva che l'uomo stava andando verso l'apocalisse), quando l'UNEP, il Programma per l'Ambiente delle Nazioni Unite promuove la creazione di un gruppo di esperti per ragionare sull'argomento, nel 1993 il documento denominato "Convention on Biological Diversity" viene approvato.
La convenzione ha tre obiettivi prioritari:
  • conservazione della biodiversità
  • uso sostenibile delle risorse biologiche
  • l'equa e giusta condivisione dei benefici che derivano dall'utilizzo delle risorse genetiche
Direi che non tutto è ancora stato messo in pratica, per quanto riguarda il punto uno ad esempio, ogni anno sparisce una superficie di foresta pluviale pari a quella del Regno Unito, non parliamo dei punti due e tre!

Cosa possiamo fare, nel nostro piccolo, a Venezia, per promuovere la biodiversità in questo anno topico?

ESEMPI che mi vengono al volo per una città fortemente antropizzata come quella in cui vivo:
  • fare guerrilla gardening nelle aiuole per soppiantare la monocultura di viole del pansé
  • sostituire cani scagazzanti (e relativi padroni ineducati) con felini, anche di grossa taglia
  • promuovere il trasferimento di veneziani per nascita che credono di essere i padroni della città con "nuovi veneziani" che credono nella rinascita dell'isola
  • piantare dei pali in ogni campo e costruirci sopra un nido per i rapaci (più falchi meno colombi)
  • abbassare il numero delle zanzare costruendo migliaia di condomini per pippistrelli
  • Far diventare S. Erasmo museo vivente del carciofo, destinando una zona (prato della Torre Massimiliana) ad orto botanico del carciofo con tutti i carciofi del mondo
  • sostituire il simbolo di Venezia, il leone di S. Marco con una pantegana (solo per quest'anno così "biodiverso", dato che questo animale è così bistrattato e sconosciuto.
  • trovare una qualche utilità alle pantegane (ma serviranno a qualcosa?)
  • piantare pali nelle vicinanze del canale dei petroli e delle bocche di porto per fermare la velocità della marea e tutto quello che ne consegue (palo fa palude e quindi canne palustri, cefali, passere, granchi, eccetera), "palo fa palù" come diceva la Serenissima.
Beh, se avete altre idee, commentate.
Qui sotto il sito ufficiale per avere altre informazioni.
www.cbd.int


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lunedì 11 gennaio 2010

I riti epifanici



Il 6 gennaio abbiamo bruciato la vecchia alle Zitelle, è andato tutto bene, vin brulè, pinza, un'ottima torta di mele e kiwi, la visita della befana ma soprattutto il fumo, che all'inizio non si decideva, è andato verso il mare, buon segno. Forse la sua indecisione iniziale è dovuta al fatto che nel mondo ci sarà crisi (facile da prevedere, non sono un mago) ma il nostro raccolto, visto anche il rituale dovrebbe essere ottimo e abbondante.

domenica 3 gennaio 2010

Per il nostro angolo contaminato


Mirabilis comunemente detta Bella di notte. Pianta profumata e colorata, è utilissima nella bonifica dei suoli contaminati da metalli pesanti. Ippolito Pizzetti la descrive come "pianta che trova i suoi ammiratori tra i ceti più modesti" dato che viene coltivata un po' dappertutto e soprattutto in campagna. E' difficile trovare una varietà che non sia la Jalapa (e spesso in miscuglio, una varietà rossa si può trovare qui. La longifolia si può acquistare qui.
Non va confusa con la Gialappa (da cui l'omonimo trio di commentatori tv prende il nome), altra pianta ma di famiglia completamente diversa (Ipomea purga)
Probabilmente il prossimo anno verrà seminata nell'angolo del nostro orto che prima era una discarica di plastica e medicine; quello spazio potrebbe anche essere adibito a zona "salici da intreccio" per iniziare una buona pratica di autocostruzione di cesti ed altro (vedi post precedente).

lunedì 21 dicembre 2009

piante autoctone per la prossima primavera

Per caso sono riuscito a trovare questo documento della Regione Veneto (,PDF) sulle specie a "rischio di erosione genetica" nella nostra regione. Non ci sono molte colture orticole, si parla soprattutto di mais e vite ma qualche chicca tipo il broccolo "fiolaro" di Creazzo, il pomodoro "nasone o cirione", l'asparago selvatico "montina", il fagiolo "di Posina", il fagiolo "giallet", il broccolo "di Bassano" e l'interessantissimo "monococco", Tritticum Monococcum, meglio conosciuto come farro piccolo, Einkorn.Inserisci link

sabato 19 dicembre 2009

salici, siepi & c.

In questa giornata di neve ho avuto l'immagine del contrasto fra sfondo bianco e alberi d'inverno senza foglie, il pensiero è andato subito al salice. Da qui le sinapsi portano all'intreccio, a mia nonna che faceva borse, a quello che potevo trovare in internet sull'argomento, sono incappato in www.salicintrecciati.it, un interessante spunto per sperimentare da soli la versatilità di questo alberello "elastico". Ne abbiamo piantati alcuni nel nostro grande orto, in testa ai filari di vigna, vorrei piantarne altri in primavera, trovarne di varie specie e colori. Provare poi ad intrecciarli, secchi ma anche vivi, provare a creare un muro di salici intrecciati che piano piano si trasformano seguendo le stagioni.
Salice, vitalba, canne palustri, sanguinello, olmo… Sono solo alcune delle piante che possono essere utilizzate per creare accostamenti inaspettati fra le sfumature che offre la natura che si rigenera ogni anno...(vedi www.tecnologieappropriate.it).

mercoledì 16 dicembre 2009

In differita da Copenhagen


Purtroppo siamo qui come spettatori del solito teatrino che vede noi esseri umani malmenati per il nostro sacrosanto diritto di difendere la terra e tutto quello che ci vive sopra. Alcuni siti per essere aggiornati "in diretta", il sito organizzatore del contro-vertice www.climate-justice-action.org e le notizie freschissime da www.indymedia.dk.
Cosa dire, tenete duro ragazzi, dimostrate anche per noi!

giovedì 3 dicembre 2009

Cerchiamo semi per la prossima semina

Avete semi che vorreste scambiare con noi?

Potete vedere la lista dei semi che già abbiamo nel nostro blog spiazziverdi.blogspot.com nella sezione “Banca dei Semi”.

Avete dei semi che ci vorreste donare?

Noi crediamo nel recupero e sviluppo della biodiversità e delle tradizioni locali. Cerchiamo perciò semi di piante autoctone, che sono o erano coltivati nell’area della laguna di Venezia: siamo molto interessati nel recupero di colture abbandonate o marginalizzate e nella riscoperta di varietà antiche o dimenticate. Chiediamo infine che i semi derivino [possibilmente] da coltivazioni biologiche e, assolutamente, non siano ibridi o geneticamente modificati (OGM).
Possiamo insieme fare in modo che la vostra donazione diventi uno scambio interessante per entrambi: potremo, ad esempio, organizzare dei momenti di festa nel nostro orto durante il quale godere dei frutti del nostro lavoro; contraccambiare in termini di visibilità della nostra collaborazione sfruttando le immagini, attraverso il nostro sito web o nelle altre forme di comunicazione che si possono inventare; restituirvi nuovi semi una volta che le piante si sono riprodotte; ecc…).

giovedì 19 novembre 2009

Perché una comunità urbana (dal vangelo secondo me)

riporto un testo che ho già inviato via e-mail agli ortolani ma che ci tengo a condividere anche con altri.

Sapete che mi sta molto a cuore questo tema. Da qualche mese abbiamo iniziato l’avventura dell’orto come prima condivisione e alcuni di noi hanno sperimentato le difficoltà ma soprattutto i pregi del “fare e del pensare” insieme; è un esercizio complesso, soprattutto se si vive in un sistema che pone alla base la competitività fra gli individui, dove la visione di gruppo si limita al massimo alla famiglia o alla squadra del cuore. In ambiente non urbano (vedi ecovillaggi, comunità pioniere, comunità arcaiche) è possibile sperimentare altre forme del vivere che non siano quella dell’economia di mercato, le cose si complicano invece nel caso di persone che vivendo in città, vogliono provare ad allargare le loro relazioni sia umane sia economiche.
Ognuno di noi potrebbe valutare i pro e i contro di un ampliamento del suo essere sociale, sapendo che questa è una strada non battuta che va solcata e livellata durante il percorso. Dal mio punto di vista non credo si possa vivere senza tentare perlomeno una ricerca verso una socialità “altra” perché ci troviamo a vivere a stretto contatto con vicini, colleghi, parenti che nella maggioranza dei casi hanno valori agli antipodi rispetto ai nostri e avere una rete di “nostri simili” che ci sostiene e aiuta è fondamentale all’esistenza stessa.

Vorrei ora individuare, per grandi linee, un ipotesi di sperimentazione per fasi:
· Prima tappa del percorso potrebbe essere quella di individuare i valori che ci uniscono e che ci vedono artefici di un possibile cambiamento, sono valori che idealmente tutti noi sentiamo come nostri ma che tradotti in pratica hanno bisogno di tempo e fatica per essere sperimentati; possiamo citare la pace, la sostenibilità, la lotta all’inquinamento, la ricerca di una vita a misura d’uomo, la lotta allo stress, la produzione di cibo sano, la ricerca di rapporti umani veri e senza conflitti, e molto altro ancora. Questo primo lavoro ci vedrà impegnati singolarmente (quali sono i valori che per me sono fondamentali?) e in una fase successiva, insieme (quali, confrontandoci, sono i valori essenziali), la fase collegiale potrebbe essere accompagnata da uno studio degli esempi già esistenti e da una lettura comune di eventuali pubblicazioni sull’argomento.
· Seconda tappa, più pratica, ci vedrebbe coinvolti nell’identificazione di quelle che sono le capacità e le esperienze che ogni singolo potrà mettere sul piatto della condivisione.
· Terza tappa, i mezzi che ognuno ha e che si sente di condividere.
Credo che a ognuno dovrebbe essere data la possibilità di scegliere un diverso grado di coinvolgimento, soprattutto nella fase iniziale.
Ho pensato anche che sarebbe interessante visualizzare su una mappa dove ci troviamo, chi sono i nostri vicini, quali linee immaginarie ci uniscono e quali sono i luoghi comuni che già condividiamo, interessante sarebbe anche (non so in quale modo) definire il livello di frequentazione di questi luoghi comuni.Beh, come vedete, l’ambizione è molto modesta, si tratta di rivoluzionare il modo di concepire un sistema urbano che si basa sull’anonimato e sul menefreghismo… (ah, dimenticavo: mi sono iscritto qui:
http://www.mappamondonuovo.org/ è mooolto interessante)

sabato 14 novembre 2009

Raphanus sativus. Cosa c'è in orto adesso

Spero di avere la costanza di inserire periodicamente le verdure di stagione che coltiviamo nel nostro orto. Mi dedicherò di più a quelle meno note (è inutile che mi perda dietro al pomodoro e alla zucchina!).
Si parte con quello che viene chiamato a seconda ravanello nero, rapa nera, ramolaccio o altro ancora (raphanus sativus), metto la figura così non ci si sbaglia.
Un collegamento fondamentale per avere una visione completa è quella che si trova sul sito plants for a future. Buona lettura e buon appetito

mercoledì 11 novembre 2009

I gruppi di lavoro per il progetto "Zitellone"


Cari ortolani, alla riunione di ieri sera si sono intanto definiti tre gruppi di lavoro:

Istruzioni per l'uso: possono accedere alla modifica dei documenti quelli autorizzati (naturalmente), se avete dei problemi chiamatemi o mandatemi una mail che vi faccio una guida a distanza (solo per la prima volta).

Perchè lavorare con queste modalità e non con una mail che gira? Perchè quel documento rimane unico e non c'è possibilità di avere troppe versioni successive e contrastanti

Cosa vi suggerisco:

  • iscrivetevi ai gruppi di lavoro inserendo il vostro nome nel documento che avete scelto
  • createvi un vostro sistema di comunicazione una volta che il gruppo si sarà formato (decidete voi se trovarvi materialmente da qualche parte, se comunicare solo via mail, via piccione, fate un po' quello che volete)

ricordatevi che potete trovare alcuni "spunti" qui sul verbale del 10 novembre.

saluti

Michele