Ass. Culturale Spiazzi - Venezia - spiazziverdi(at)gmail.com
prossime cose da fare in orto e non
- trapiantare: cime di rape dalla prima aiuola, è pieno
diradare piantine dalle aiuole troppo fitte e trapiantarle altrove
- pacciamatura: recuperare foglie dalla zona legnaia-compost e distribuirle sui bancali sulle parti esposte
-verifica dello stato del terreno delle aiuole con vanga-forca se è compattato in profondità (30 cm)
-pulizia e ricovero attrezzi e materiale
-raccolta cachi
-----complementari-------
-messa in opera del trituratore (se qualcuno se la sente; bisogna portare miscela)
-----in futuro-------
- smantellare semenzaio
-costruire una griglia-forno più grande
- costruire lavagna (in legno, con pittura nera opaca)
- preparare regolamento compost da attaccare nell'apposita zona
- aggiornare lista "accesso IRE"
giovedì 3 dicembre 2009
Cerchiamo semi per la prossima semina
Avete semi che vorreste scambiare con noi?
Potete vedere la lista dei semi che già abbiamo nel nostro blog spiazziverdi.blogspot.com nella sezione “Banca dei Semi”.
Avete dei semi che ci vorreste donare?
Noi crediamo nel recupero e sviluppo della biodiversità e delle tradizioni locali. Cerchiamo perciò semi di piante autoctone, che sono o erano coltivati nell’area della laguna di Venezia: siamo molto interessati nel recupero di colture abbandonate o marginalizzate e nella riscoperta di varietà antiche o dimenticate. Chiediamo infine che i semi derivino [possibilmente] da coltivazioni biologiche e, assolutamente, non siano ibridi o geneticamente modificati (OGM).
Possiamo insieme fare in modo che la vostra donazione diventi uno scambio interessante per entrambi: potremo, ad esempio, organizzare dei momenti di festa nel nostro orto durante il quale godere dei frutti del nostro lavoro; contraccambiare in termini di visibilità della nostra collaborazione sfruttando le immagini, attraverso il nostro sito web o nelle altre forme di comunicazione che si possono inventare; restituirvi nuovi semi una volta che le piante si sono riprodotte; ecc…).
Potete vedere la lista dei semi che già abbiamo nel nostro blog spiazziverdi.blogspot.com nella sezione “Banca dei Semi”.
Avete dei semi che ci vorreste donare?
Noi crediamo nel recupero e sviluppo della biodiversità e delle tradizioni locali. Cerchiamo perciò semi di piante autoctone, che sono o erano coltivati nell’area della laguna di Venezia: siamo molto interessati nel recupero di colture abbandonate o marginalizzate e nella riscoperta di varietà antiche o dimenticate. Chiediamo infine che i semi derivino [possibilmente] da coltivazioni biologiche e, assolutamente, non siano ibridi o geneticamente modificati (OGM).
Possiamo insieme fare in modo che la vostra donazione diventi uno scambio interessante per entrambi: potremo, ad esempio, organizzare dei momenti di festa nel nostro orto durante il quale godere dei frutti del nostro lavoro; contraccambiare in termini di visibilità della nostra collaborazione sfruttando le immagini, attraverso il nostro sito web o nelle altre forme di comunicazione che si possono inventare; restituirvi nuovi semi una volta che le piante si sono riprodotte; ecc…).
giovedì 19 novembre 2009
Perché una comunità urbana (dal vangelo secondo me)
riporto un testo che ho già inviato via e-mail agli ortolani ma che ci tengo a condividere anche con altri.
Sapete che mi sta molto a cuore questo tema. Da qualche mese abbiamo iniziato l’avventura dell’orto come prima condivisione e alcuni di noi hanno sperimentato le difficoltà ma soprattutto i pregi del “fare e del pensare” insieme; è un esercizio complesso, soprattutto se si vive in un sistema che pone alla base la competitività fra gli individui, dove la visione di gruppo si limita al massimo alla famiglia o alla squadra del cuore. In ambiente non urbano (vedi ecovillaggi, comunità pioniere, comunità arcaiche) è possibile sperimentare altre forme del vivere che non siano quella dell’economia di mercato, le cose si complicano invece nel caso di persone che vivendo in città, vogliono provare ad allargare le loro relazioni sia umane sia economiche.
Ognuno di noi potrebbe valutare i pro e i contro di un ampliamento del suo essere sociale, sapendo che questa è una strada non battuta che va solcata e livellata durante il percorso. Dal mio punto di vista non credo si possa vivere senza tentare perlomeno una ricerca verso una socialità “altra” perché ci troviamo a vivere a stretto contatto con vicini, colleghi, parenti che nella maggioranza dei casi hanno valori agli antipodi rispetto ai nostri e avere una rete di “nostri simili” che ci sostiene e aiuta è fondamentale all’esistenza stessa.
Vorrei ora individuare, per grandi linee, un ipotesi di sperimentazione per fasi:
· Prima tappa del percorso potrebbe essere quella di individuare i valori che ci uniscono e che ci vedono artefici di un possibile cambiamento, sono valori che idealmente tutti noi sentiamo come nostri ma che tradotti in pratica hanno bisogno di tempo e fatica per essere sperimentati; possiamo citare la pace, la sostenibilità, la lotta all’inquinamento, la ricerca di una vita a misura d’uomo, la lotta allo stress, la produzione di cibo sano, la ricerca di rapporti umani veri e senza conflitti, e molto altro ancora. Questo primo lavoro ci vedrà impegnati singolarmente (quali sono i valori che per me sono fondamentali?) e in una fase successiva, insieme (quali, confrontandoci, sono i valori essenziali), la fase collegiale potrebbe essere accompagnata da uno studio degli esempi già esistenti e da una lettura comune di eventuali pubblicazioni sull’argomento.
· Seconda tappa, più pratica, ci vedrebbe coinvolti nell’identificazione di quelle che sono le capacità e le esperienze che ogni singolo potrà mettere sul piatto della condivisione.
· Terza tappa, i mezzi che ognuno ha e che si sente di condividere.
Credo che a ognuno dovrebbe essere data la possibilità di scegliere un diverso grado di coinvolgimento, soprattutto nella fase iniziale.
Ho pensato anche che sarebbe interessante visualizzare su una mappa dove ci troviamo, chi sono i nostri vicini, quali linee immaginarie ci uniscono e quali sono i luoghi comuni che già condividiamo, interessante sarebbe anche (non so in quale modo) definire il livello di frequentazione di questi luoghi comuni.Beh, come vedete, l’ambizione è molto modesta, si tratta di rivoluzionare il modo di concepire un sistema urbano che si basa sull’anonimato e sul menefreghismo… (ah, dimenticavo: mi sono iscritto qui: http://www.mappamondonuovo.org/ è mooolto interessante)
Sapete che mi sta molto a cuore questo tema. Da qualche mese abbiamo iniziato l’avventura dell’orto come prima condivisione e alcuni di noi hanno sperimentato le difficoltà ma soprattutto i pregi del “fare e del pensare” insieme; è un esercizio complesso, soprattutto se si vive in un sistema che pone alla base la competitività fra gli individui, dove la visione di gruppo si limita al massimo alla famiglia o alla squadra del cuore. In ambiente non urbano (vedi ecovillaggi, comunità pioniere, comunità arcaiche) è possibile sperimentare altre forme del vivere che non siano quella dell’economia di mercato, le cose si complicano invece nel caso di persone che vivendo in città, vogliono provare ad allargare le loro relazioni sia umane sia economiche.
Ognuno di noi potrebbe valutare i pro e i contro di un ampliamento del suo essere sociale, sapendo che questa è una strada non battuta che va solcata e livellata durante il percorso. Dal mio punto di vista non credo si possa vivere senza tentare perlomeno una ricerca verso una socialità “altra” perché ci troviamo a vivere a stretto contatto con vicini, colleghi, parenti che nella maggioranza dei casi hanno valori agli antipodi rispetto ai nostri e avere una rete di “nostri simili” che ci sostiene e aiuta è fondamentale all’esistenza stessa.
Vorrei ora individuare, per grandi linee, un ipotesi di sperimentazione per fasi:
· Prima tappa del percorso potrebbe essere quella di individuare i valori che ci uniscono e che ci vedono artefici di un possibile cambiamento, sono valori che idealmente tutti noi sentiamo come nostri ma che tradotti in pratica hanno bisogno di tempo e fatica per essere sperimentati; possiamo citare la pace, la sostenibilità, la lotta all’inquinamento, la ricerca di una vita a misura d’uomo, la lotta allo stress, la produzione di cibo sano, la ricerca di rapporti umani veri e senza conflitti, e molto altro ancora. Questo primo lavoro ci vedrà impegnati singolarmente (quali sono i valori che per me sono fondamentali?) e in una fase successiva, insieme (quali, confrontandoci, sono i valori essenziali), la fase collegiale potrebbe essere accompagnata da uno studio degli esempi già esistenti e da una lettura comune di eventuali pubblicazioni sull’argomento.
· Seconda tappa, più pratica, ci vedrebbe coinvolti nell’identificazione di quelle che sono le capacità e le esperienze che ogni singolo potrà mettere sul piatto della condivisione.
· Terza tappa, i mezzi che ognuno ha e che si sente di condividere.
Credo che a ognuno dovrebbe essere data la possibilità di scegliere un diverso grado di coinvolgimento, soprattutto nella fase iniziale.
Ho pensato anche che sarebbe interessante visualizzare su una mappa dove ci troviamo, chi sono i nostri vicini, quali linee immaginarie ci uniscono e quali sono i luoghi comuni che già condividiamo, interessante sarebbe anche (non so in quale modo) definire il livello di frequentazione di questi luoghi comuni.Beh, come vedete, l’ambizione è molto modesta, si tratta di rivoluzionare il modo di concepire un sistema urbano che si basa sull’anonimato e sul menefreghismo… (ah, dimenticavo: mi sono iscritto qui: http://www.mappamondonuovo.org/ è mooolto interessante)
sabato 14 novembre 2009
Raphanus sativus. Cosa c'è in orto adesso
Spero di avere la costanza di inserire periodicamente le verdure di stagione che coltiviamo nel nostro orto. Mi dedicherò di più a quelle meno note (è inutile che mi perda dietro al pomodoro e alla zucchina!).Si parte con quello che viene chiamato a seconda ravanello nero, rapa nera, ramolaccio o altro ancora (raphanus sativus), metto la figura così non ci si sbaglia.
Un collegamento fondamentale per avere una visione completa è quella che si trova sul sito plants for a future. Buona lettura e buon appetito
mercoledì 11 novembre 2009
I gruppi di lavoro per il progetto "Zitellone"

Cari ortolani, alla riunione di ieri sera si sono intanto definiti tre gruppi di lavoro:
- rapporti col quartiere: (vai al documento)
- rapporti con ire (vai al documento)
- modello di gestione (vai al documento)
Istruzioni per l'uso: possono accedere alla modifica dei documenti quelli autorizzati (naturalmente), se avete dei problemi chiamatemi o mandatemi una mail che vi faccio una guida a distanza (solo per la prima volta).
Perchè lavorare con queste modalità e non con una mail che gira? Perchè quel documento rimane unico e non c'è possibilità di avere troppe versioni successive e contrastanti
Cosa vi suggerisco:
- iscrivetevi ai gruppi di lavoro inserendo il vostro nome nel documento che avete scelto
- createvi un vostro sistema di comunicazione una volta che il gruppo si sarà formato (decidete voi se trovarvi materialmente da qualche parte, se comunicare solo via mail, via piccione, fate un po' quello che volete)
ricordatevi che potete trovare alcuni "spunti" qui sul verbale del 10 novembre.
saluti
Michele
mercoledì 21 ottobre 2009
Verde in città. Martedì 10 novembre ore 17,30
Balconi fioriti, aiuole adottate, corti e cam
pielli verdi, orti familiari, vigne ritrovate, giardini e parchi pubblici …. e tanti spazi ancora da riconquistare!Geografia di Genere (Consulta delle Cittadine) invita cittadine e cittadini a un incontro per parlare di desideri, progetti e pratiche per una città più bella e accogliente.
Partecipano:
Rossana Stiassi, Associazione Spiazzi Verdi, Orti familiari, Laguna nel bicchiere, Laguna Fiorita, Granello di Senape, Maria Teresa Dini, Mariolina Toniolo, Tudy Sanmartini, Flavio Franceschet, Veritas, Serd Venezia, Mariella Vidal Tagliapietra, Associazione canoistica Arcobaleno
venerdì 2 ottobre 2009
16-17 Ottobre. Laboratorio «Spiazzi Verdi» prove tecniche di comunità urbana del buon vivere

Spiazziverdi si presenta. Due giorni di laboratori, incontri, tavole rotonde, scambio semi, tisane e altro ancora.
Ecco IL PROGRAMMA all'interno dell'ampia manifestazione organizzata dai Cantieri Sociali EST-Nord (scarica il programma completo).
vai alla MAPPA di Forte Marghera per visualizzare Fortespiazzi

lunedì 14 settembre 2009
Uomo e agricoltura. Spunti per curare i nostri spazi verdi, esterni ed interni

Ciclo di chiaccherate informative e divulgative
Casa della laguna
Santa Croce n°1704
Venezia
Lunedì 14 settembre 2009, dalle 20,oo alle 23.oo
- breve introduzione all’agricoltura: organica, biologica, sinergica, naturale...
- il ruolo del sottosuolo
- l’opera dell’uomo
- la visione per una coltivazione ciclica
- se l’orario lo permette visione del video di Emilia Hazelip
Lunedì 28 settembre 2009, dalle 20,oo alle 23.oo (da verficare disponibilità)
- tipologie e preparazioni del terreno
- semine e trapianti
- consociazioni
- irrigazione
- elementi del territorio
- clima e microclima
- l’influenza della biodiversità
- programmazione degli interventi
- la gestione di un gruppo
- metodi decisionali
lunedì 7 settembre 2009
Fiacco "fun" club
Le avventure di "Fiacco" sono iniziate da molto tempo, ma solo da oggi sono anche immortalate da una videocamera.
Questo VIDEO su youtube è un "dopo fagioli" mentre Fiacco sparge paglia sui bancali nell'orto.
Buona visione.
lunedì 24 agosto 2009
raccolto di metà agosto
Dopo il calo fisiologico di pomodori (non potevamo raccoglierne 2 quintali a settimana), è ripresa una raccolta più "sinergica", come si vede dal cestino a destra. Le patate, esperimento di coltivazione sotto i cartoni, non hanno dato grossi frutti, forse perchè quelle che abbiamo usato erano gli scarti di casa, avevano sì dei germogli ma hanno anche subito un inizio siccitoso (e anche una fine simile).Michele
venerdì 21 agosto 2009
agua o muerte: news dall'orto
Cari ortolani, aggiungo solo adesso questa foto della prima spirale che ha scattato Fernanda quando è venuta in visita dal Brasile (grazie Fernanda). Come vedete è una chiara rappresentazione della vita e della morte (l'albero di prugne è probabilmente passato a miglior vita, forse peggior). Vi ricordo che la parola d'ordine, visto il caldo torrido è BAGNARE. Abbiamo in questi giorni trapiantato porri, broccoli, verze, finocchi e cavoli cinesi e seminato carote ed altro ancora che non rammento. (Michele)
martedì 18 agosto 2009
nuove aggiunte alla "regola"

Messaggio soprattutto per i già ortolani, ma anche per quelli che si vogliono avvicinare ai lavori orticoli, è stata aggiornata la REGOLA degli ortolani, ovvero, come partecipare, come comportarsi nell'orto, quando venire alle riunioni... (Michele)
giovedì 25 giugno 2009
lavori di oggi e prossimi
Cari compagni ortolani,
oggi io e Noè abbiamo lavoricchiato un po' ed abbiamo anche avuto il tempo di osservare e meditare (meditare pochetto).
..........................................................
Abbiamo piantato ancora mais (ma non finisce mais!) sostituendo sulle aiuole del terzo filare e sull'ala di vergine zitella vicino ai girasoli che si girano a guardarla mentre si pettina i capelli, i buchi dove le piantine erano morte. Ho piantato altre piantine alla fine del secondo filare, dopo le zucche bonsai, ecco, si cercano persone di buona volontà per finire quest'opera, io ho fatto una righetta distanziando le piantine di 20 cm, ci stanno ancora almeno 4 righe (vanno distanziate di 40 cm); bisogna prima fare un buco rotondo nel cartone (è duro), togliere l'erba che c'è sotto (piuttosto coriacea) e poi innaffiare (io sono stato fortunato perchè stasera ha piovuto (a voi potrebbe andare peggio ma in questi giorni il tempo è ballerino). Quindi, finire il minicampo di mais perchè le piantine sotto la panchina vi stanno maledendo i morti!!! Aiutatele ad uscire da lì, soprattutto quelli che hanno voluto salvare da morte certa quei germogli e poi li hanno abbandonati sotto la panchina, vi conosco,so dove abitate, non avete scampo!
.........................................................
COLLOQUIO TRA ME E NOE'
noè - ma papà non ti sembra che queste piante di pomodoro stiano invadendo tutto?
io - non preoccuparti che fra poco arrivano le cavallette che ne mangiano metà
noè: senti ma l'orto sinergico non dovrebbe promuovere la biodiversità? come mai tutti questi pomodori?
io - vedi figliolo, il mondo cambia, siamo in una nazione che ci tiene alla purezza delle tradizioni, il pomodoro è il nostro "inno nazionale" non vorrai mica che seminiamo rape cinesi e manioca.
noè - ma papà il pomodoro viene dall'america non è autoctono
io - sì ma l'america l'ha scoperta un italiano
..........................................................
Gramigna (Cynodon dactylon) è la pianta infestante più conosciuta al mondo. È della famiglia delle graminacee, molto competitiva, presenta un esteso apparato radicale, che può arrivare a 2 metri di profondità. Viene anche utilizzata in tappeti erbosi con clima caldo, vista la sua elevata resistenza al calpestamento. Volgarmente è anche conosciuta con il nome di Erba Canina. Nonostante sia una graminacea, le proprietà allergeniche dei suoi pollini si distinguono dalle altre piante della famiglia. si cercano persone di buona volontà per togliere infestanti dai passaggi e dai bancali, se, dico se, non siete sicuri se togliere o no una pianta, non toglietela. Se, dico se, non siete sicuri portatevi in orto un bel libro sulle piante spontanee e date un'occhiata, magari scoprirete che quella pianta che chiamiamo "infestante" può essere utilizzata per qualcosa (magari mangiarla), non, dico non, mangiate una pianta molto carina che si chiama cicuta
.............................................................
Abbiamo visto delle piantine di finocchio tutte assiepate (sembrava un gay pride), beh, andrebbero integrate nella biodiversità, non è mai bello ghettizzare.......... sognando un cetriolo e una zucchina.... (bagnatele sempre dopo averle trapiantate e, se potete fate questo lavoro al tramonto e copritele con molta paglia così non prendono troppo sole all'inizio).
Io e noè abbiamo parlato anche di comunicazione non formale, blog, ning, giornali specializzati, eccetera, non starò qui a tediarvi con questi discorsi ma ne parlerei volentieri a quattrocchi.
oggi io e Noè abbiamo lavoricchiato un po' ed abbiamo anche avuto il tempo di osservare e meditare (meditare pochetto).
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Abbiamo piantato ancora mais (ma non finisce mais!) sostituendo sulle aiuole del terzo filare e sull'ala di vergine zitella vicino ai girasoli che si girano a guardarla mentre si pettina i capelli, i buchi dove le piantine erano morte. Ho piantato altre piantine alla fine del secondo filare, dopo le zucche bonsai, ecco, si cercano persone di buona volontà per finire quest'opera, io ho fatto una righetta distanziando le piantine di 20 cm, ci stanno ancora almeno 4 righe (vanno distanziate di 40 cm); bisogna prima fare un buco rotondo nel cartone (è duro), togliere l'erba che c'è sotto (piuttosto coriacea) e poi innaffiare (io sono stato fortunato perchè stasera ha piovuto (a voi potrebbe andare peggio ma in questi giorni il tempo è ballerino). Quindi, finire il minicampo di mais perchè le piantine sotto la panchina vi stanno maledendo i morti!!! Aiutatele ad uscire da lì, soprattutto quelli che hanno voluto salvare da morte certa quei germogli e poi li hanno abbandonati sotto la panchina, vi conosco,so dove abitate, non avete scampo!
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COLLOQUIO TRA ME E NOE'
noè - ma papà non ti sembra che queste piante di pomodoro stiano invadendo tutto?
io - non preoccuparti che fra poco arrivano le cavallette che ne mangiano metà
noè: senti ma l'orto sinergico non dovrebbe promuovere la biodiversità? come mai tutti questi pomodori?
io - vedi figliolo, il mondo cambia, siamo in una nazione che ci tiene alla purezza delle tradizioni, il pomodoro è il nostro "inno nazionale" non vorrai mica che seminiamo rape cinesi e manioca.
noè - ma papà il pomodoro viene dall'america non è autoctono
io - sì ma l'america l'ha scoperta un italiano
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Gramigna (Cynodon dactylon) è la pianta infestante più conosciuta al mondo. È della famiglia delle graminacee, molto competitiva, presenta un esteso apparato radicale, che può arrivare a 2 metri di profondità. Viene anche utilizzata in tappeti erbosi con clima caldo, vista la sua elevata resistenza al calpestamento. Volgarmente è anche conosciuta con il nome di Erba Canina. Nonostante sia una graminacea, le proprietà allergeniche dei suoi pollini si distinguono dalle altre piante della famiglia. si cercano persone di buona volontà per togliere infestanti dai passaggi e dai bancali, se, dico se, non siete sicuri se togliere o no una pianta, non toglietela. Se, dico se, non siete sicuri portatevi in orto un bel libro sulle piante spontanee e date un'occhiata, magari scoprirete che quella pianta che chiamiamo "infestante" può essere utilizzata per qualcosa (magari mangiarla), non, dico non, mangiate una pianta molto carina che si chiama cicuta
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Abbiamo visto delle piantine di finocchio tutte assiepate (sembrava un gay pride), beh, andrebbero integrate nella biodiversità, non è mai bello ghettizzare.......... sognando un cetriolo e una zucchina.... (bagnatele sempre dopo averle trapiantate e, se potete fate questo lavoro al tramonto e copritele con molta paglia così non prendono troppo sole all'inizio).
Io e noè abbiamo parlato anche di comunicazione non formale, blog, ning, giornali specializzati, eccetera, non starò qui a tediarvi con questi discorsi ma ne parlerei volentieri a quattrocchi.
giovedì 18 giugno 2009
arte nel lavoro con la natura

bellissimo lavoro dei ragazzi dell'Ecoistituto delle Tecnologie Appropriate di Cesena
da vedere! (clicca su "bellissimo lavoro" per vedere le foto)
mattia
lunedì 18 maggio 2009
la capanna di spiazziverdi
Stiamo progettando la capanna dell'orto. Dovrà essere essenziale, costruita quasi esclusivamente con materiali recuperati dall'orto. avrà queste funzioni:
ricovero per gli attrezzi
magazzino sementi
piccola cucina con piatti, bicchieri, posate
cambusa (con le verdure raccolte in giornata che verranno prelevate il giorno dopo da chi non poteva essere presente il giorno della raccolta)
zona relax all'ombra (amache?)
piccola libreria con libro di bordo
.........................................................
gli ortolani si facciano sentire (commenti) per progettare in base alle esigenze di ognuno.
Si pensava di farla in balle di paglia smaltata con terra cruda e tetto di paglia. Buona progettazione.
sabato 2 maggio 2009
domenica 19 aprile 2009
giovedì 16 aprile 2009
rifiuti - lettura

Mario ci segnala la seguente lettura, particolarmente interessante e vicina a molte riflessioni che stiamo facendo in questi mesi:
Rifiuti. Governare i rifiuti. Azzerare i rifiuti. Queste sono state per anni le questioni al centro della riflessione di Guido Viale. Non solo riflessione, in verità, ma pratica vissuta sui territori: a Milano come a Napoli. Rifiuti e territori. Per noi, a Venezia, questo potrebbe significare anche affrontare il delicato e centrale tema delle bonifiche - in primis, a Porto Marghera.
Di questo e altro ancora parleremo con Guido Viale, Venerdì 17 aprile alle ore 17.30 a Ca' Badoer - Aula Tafuri.
All'incontro parteciperà Andrea Razzini - AD di Veritas.
a presto
Rifiuti. Governare i rifiuti. Azzerare i rifiuti. Queste sono state per anni le questioni al centro della riflessione di Guido Viale. Non solo riflessione, in verità, ma pratica vissuta sui territori: a Milano come a Napoli. Rifiuti e territori. Per noi, a Venezia, questo potrebbe significare anche affrontare il delicato e centrale tema delle bonifiche - in primis, a Porto Marghera.
Di questo e altro ancora parleremo con Guido Viale, Venerdì 17 aprile alle ore 17.30 a Ca' Badoer - Aula Tafuri.
All'incontro parteciperà Andrea Razzini - AD di Veritas.
a presto
martedì 14 aprile 2009
martedì 7 aprile 2009
Orto a Modica
Alcune foto della delegazione (Mattia e Francesca) che si e' spostata a Modica per la manifestazione Verde Nostrum dell'ass. Citta'Viva Gaia di Modica
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| orto modica |
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