
Oggi in vaporetto, leggendo l'ultimo libretto si
Gustavo Esteva “
Antistasis, l'insurrezione in corso", sotto (finalmente!) il primo sole di primavera, i
pensieri hanno cominciato a correre....applicare i principi della
permacultura alla pratica politica contro il capitalismo
imperante....davanti all'immaginario di un sistema economico e
sociale mondiale così potente, globalizzante, unitario e
totalizzante, che paralizza, come dice Esteva, possiamo solo opporre
pratiche (bio)diverse, adatte al clima e ai luoghi e alle persone di
ogni comunità, dove ogni elemento supporta molteplici funzioni e
ogni funzione supporta più elementi. In cui la maggiore diversità
delle soluzioni e delle alternative proposte, in aperto scambio energetico, è indice di salute, di resilienza, di vitalità.
Così...i pensieri sono corsi sull'acqua fino al nostro orto, a questa esperienza così semplice e
antica e allo stesso tempo complessa e innovativa in questa era di
semplificazioni schematiche e omologazioni sistemiche. E mi chiedevo,
se ne siamo davvero consapevoli....Se davvero sappiamo cosa stiamo
facendo. Se, per dirla ancora con Esteva, ci siamo mai chiesti se i nostri pomodori sono
tristemente reazionari oppure veramente rivoluzionari!
Eli
Ottimo suggerimento di lettura e bella domanda. Non ci dormirò alla notte a cercare la risposta e non so se i miei pomodori me ne sapranno suggerire una, ma confido in loro ;-)
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