La convenzione ha tre obiettivi prioritari:
- conservazione della biodiversità
- uso sostenibile delle risorse biologiche
- l'equa e giusta condivisione dei benefici che derivano dall'utilizzo delle risorse genetiche
Cosa possiamo fare, nel nostro piccolo, a Venezia, per promuovere la biodiversità in questo anno topico?
ESEMPI che mi vengono al volo per una città fortemente antropizzata come quella in cui vivo:
- fare guerrilla gardening nelle aiuole per soppiantare la monocultura di viole del pansé
- sostituire cani scagazzanti (e relativi padroni ineducati) con felini, anche di grossa taglia
- promuovere il trasferimento di veneziani per nascita che credono di essere i padroni della città con "nuovi veneziani" che credono nella rinascita dell'isola
- piantare dei pali in ogni campo e costruirci sopra un nido per i rapaci (più falchi meno colombi)
- abbassare il numero delle zanzare costruendo migliaia di condomini per pippistrelli
- Far diventare S. Erasmo museo vivente del carciofo, destinando una zona (prato della Torre Massimiliana) ad orto botanico del carciofo con tutti i carciofi del mondo
- sostituire il simbolo di Venezia, il leone di S. Marco con una pantegana (solo per quest'anno così "biodiverso", dato che questo animale è così bistrattato e sconosciuto.
- trovare una qualche utilità alle pantegane (ma serviranno a qualcosa?)
- piantare pali nelle vicinanze del canale dei petroli e delle bocche di porto per fermare la velocità della marea e tutto quello che ne consegue (palo fa palude e quindi canne palustri, cefali, passere, granchi, eccetera), "palo fa palù" come diceva la Serenissima.
Qui sotto il sito ufficiale per avere altre informazioni.
www.cbd.int

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